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D.lgs. n. 44/2020 attuazione della direttiva (ue) 2017/2398

COS’E’

Un nuovo decreto legge che aggiorna il Dlgs 81/2008 e introduce nuovi limiti per alcune sostanze cancerogene e nuovi obblighi per il medico competente.

COSA E’ NECESSARIO FARE

Aggiornare il Documento di Valutazione dei rischi e in base all’attività effettuare dei campionamenti secondo la norma UNI EN 689:2019. Valutare con il medico se necessario aggiornare il protocollo sanitario.

CHI LO DEVE FARE

Tutte le aziende che hanno lavoratori esposti alle seguenti sostanze e miscele: composti di cromo VI; Fibre ceramiche refrattarie; Polvere di silice cristallina respirabile; Ossido di etilene; 1,2-Epossipropano; Acrilammide; 2-Nitropropano; o-Toluidina; 1,3-Butadiene; Idrazina; Bromoetilene

Maggiori informazioni

Il primo giugno 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n.44 relativo all’attuazione della direttiva (Ue) 2017/2398 che modifica la direttiva 2004/37/CE del Consiglio, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Oltre a fornire elenchi aggiornati degli agenti cancerogeni o mutageni pericolosi e dei relativi livelli di esposizione, il decreto introduce una modifica al Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81).

 Il D.Lgs. n. 44/2020 attuazione della direttiva (UE) 2017/2398, che è stato pubblicato nella GU Serie Generale n.145 del 09-06-2020 ed entrato in vigore il 24/06/2020, introduce 11 nuove sostanze cancerogene nell’allegato XLII del D.Lgs. 81/2008 ed 1 nuovo processo nell’Allegato XLIII e  modifica il  comma 6 dell’Art. 242 Sorveglianza sanitaria Sez. III del Titolo IX Capo II  – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni.

Il Decreto Legge prevede:

Art. 1. Modifiche all’art. 242 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81

  • All’articolo 242 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, il comma 6 è sostituito dal seguente: «6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche

Art. 2. Modifiche agli allegati XLII e XLIII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81.

  • Gli allegati XLII e IIXLI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, sono sostituiti dagli allegati I e II del  decreto in esame.

Le Sostanze cancerogene introdotte dalla norma sono:
– Composti di cromo VI
– Fibre ceramiche refrattarie
– Polvere di silice cristallina respirabile
– Ossido di etilene
– 1,2-Epossipropano
– Acrilammide
– 2-Nitropropano
– o-Toluidina
– 1,3-Butadiene
– Idrazina
– Bromoetilene

L’Elenco di sostanze, miscele e processi introdotti dalla norma sono:
– Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.

Proprio questo è il caso di esposizione dei lavoratori nell’edilizia.

Prima di procedere con le misurazioni dell’esposizione professionale è necessario effettuare un’approfondita “caratterizzazione di base” (valutazione dell’ambiente di lavoro, valutazione degli agenti chimici utilizzati, della tipologia di esposizione, delle caratteristiche dell’ambiente di lavoro, tipo di esposizione prevista, ecc.).

I risultati della caratterizzazione di base porteranno ad una delle seguenti decisioni:

  1. l’esposizione è superiore ai limiti di esposizione professionale TLV (non conformità); il tecnico deve riferire questa situazione al datore di lavoro e consigliare un programma per ridurre le esposizioni, usando RMM (Misure di gestione del rischio), prima di effettuare monitoraggi per testare la conformità;

  2. l’esposizione è ben al di sotto ai limiti di esposizione professionale TLV (conformità); il tecnico decidese le misure sono necessarie o se le misure non sono necessarie e riferisce questa situazione al datore di lavoro consigliando una rivalutazione;

  3. le informazioni disponibili sull’esposizione non sono sufficienti per decidere in merito all’osservanza dei limiti di esposizione professionale TLV; il tecnico prosegue a sviluppare un piano di campionamento.

Una dettagliata “caratterizzazione di base” è importante per ridurre il numero di misurazioni (analisi chimiche) necessarie.
Qualora il tecnico ritenga necessario eseguire delle misurazioni, la norma UNI EN 689/2019 prescrive di procedere con le seguenti modalità:

  • Si deve eseguire un “TEST PRELIMINARE” che richiede dalle tre alle cinque misurazioni dell’esposizione sui lavoratori appartenenti a un SEG (Gruppo di Esposizione Similare: questa definizione va a sostituire il concetto di “gruppo omogeneo” stabilito dalla norma EN689/2019. Un SEG corrisponde ad “un gruppo di lavoratori con lo stesso profilo di esposizione generale per l’agente chimico in esame a causa della somiglianza e della frequenza dei compiti eseguiti, i materiali e i processi con cui funzionano e la somiglianza del modo in cui eseguono i compiti”).
  • In base ai risultati analitici del test preliminare, qualora non siano soddisfacenti a definire la conformità ai limiti di esposizione professionale, si valuta assieme al tecnico la necessità o meno di eseguire dei monitoraggi aggiuntivi per effettuare il “TEST”